Introduzione ai dazi commerciali
Negli ultimi anni, la politica commerciale degli Stati Uniti ha subito un cambiamento radicale, soprattutto sotto la presidenza di Donald Trump. L’introduzione di dazi su prodotti importati da oltre cento paesi ha sollevato un acceso dibattito tra economisti e analisti. La formula utilizzata per calcolare questi dazi, basata sul deficit commerciale, è stata oggetto di critiche e controversie, poiché molti esperti la considerano priva di fondamento scientifico.
La formula dei dazi: come funziona?
La formula per il calcolo dei dazi imposti dall’amministrazione Trump si basa su un’equazione matematica che considera il deficit commerciale degli Stati Uniti nei confronti di un determinato paese. Questo deficit viene diviso per il totale delle importazioni americane da quel paese e il risultato viene dimezzato.
Ad esempio, nel 2024, gli Stati Uniti hanno registrato un deficit commerciale di 235,6 miliardi di dollari con l’Unione Europea. Applicando la formula, si è giunti a una tariffa del 20% sulle merci europee, aumentando così il costo per i consumatori americani.
Critiche alla metodologia
Molti economisti hanno messo in discussione la validità di questa formula, sostenendo che essa semplifica eccessivamente la complessità delle dinamiche commerciali internazionali. La scelta di parametri come l’elasticità della domanda e il coefficiente di trasmissione dei dazi sembra essere stata calibrata per ottenere risultati predeterminati, piuttosto che riflettere la realtà economica. Inoltre, la formula esclude il settore dei servizi, dove gli Stati Uniti vantano un surplus commerciale significativo, rendendo così la misurazione incompleta e fuorviante.
Implicazioni economiche dei dazi
Le conseguenze di questa politica commerciale sono già visibili. Gli esperti prevedono che i dazi non porteranno all’eliminazione dei deficit commerciali, ma piuttosto a un aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse negli Stati Uniti. Inoltre, il rafforzamento del dollaro potrebbe aggravare ulteriormente il deficit commerciale, creando un paradosso rispetto agli obiettivi dichiarati dall’amministrazione. I dazi colpiranno in particolare i paesi più poveri e i consumatori americani, portando a una contrazione dei redditi reali e a un aumento dei costi per le famiglie.