Il contesto dell’annuncio di Trump
Durante il recente “Liberation Day”, l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sorpreso il mondo con l’annuncio di un ampio pacchetto di dazi che colpirà quasi tutti i paesi del globo. Le nuove aliquote, che partono da un minimo del 10% e possono arrivare fino al 50%, hanno suscitato un acceso dibattito tra economisti e analisti. Questo provvedimento, che si propone di riequilibrare il deficit commerciale degli Stati Uniti, ha sollevato interrogativi sulla sua efficacia e sulle conseguenze che potrebbe avere sull’economia globale.
La metodologia dietro le aliquote
Molti esperti si sono interrogati su come siano state calcolate queste aliquote. L’economista James Surowiecki ha rivelato che il metodo utilizzato è piuttosto semplice: si tratta di una divisione tra il deficit commerciale degli Stati Uniti con un determinato paese e il totale delle importazioni di quel paese.
Questo risultato viene poi ridotto del 50%. Tuttavia, questa formula ha suscitato critiche, poiché non considera variabili importanti come i servizi, nei quali gli Stati Uniti vantano un surplus significativo. Inoltre, la Casa Bianca ha confermato che le aliquote sono il risultato di questa formula, ma molti si chiedono se sia davvero la strategia migliore.
Le reazioni e le preoccupazioni
Le reazioni all’annuncio di Trump non si sono fatte attendere. Molti utenti sui social media hanno ipotizzato che la formula utilizzata per calcolare i dazi possa essere stata suggerita da chatbot come ChatGPT o Gemini. Questi strumenti, infatti, hanno fornito risposte simili a quella scoperta da Surowiecki, evidenziando la possibilità che l’intelligenza artificiale stia influenzando le decisioni economiche.
Tuttavia, esperti come Gemini avvertono che questo approccio semplificato potrebbe avere conseguenze negative, come l’aumento dei prezzi finali e, di conseguenza, dell’inflazione. La questione è complessa e le implicazioni di tali dazi potrebbero estendersi ben oltre i confini statunitensi, influenzando le relazioni commerciali internazionali e il mercato globale.